Benvenuti, nel nostro nuovo blog. Per tanti motivi abbiamo deciso di cambiare e rinnovare il nostro blog. Ci siamo affidati a wordpress per la sua stabilità e funzionalità. Ci scusiamo per il periodo di inattività del vecchio blog.
Ciao a tutti.
E’ la prima volta da quando navigo in rete che scrivo in un blog.
Questa sera lo faccio xkè mi sento un tantino disperata. Sono mamma di una ragazzina di 14 anni ke ha iniziato a procurarsi delle ferite ai polsi. Chiaramente sono sconvolta e disarmata. Era già successo 1 volta ma qst è la seconda.
So ke ci sono persone ke puniscono sè stesse ed effettivamente cercando in internet ho trovato tante informazioni e tante mail.
Ho paura. Aiutatemi. Escludo la possibilità di rivolgermi a degli psicologi, mia figlia non accetta.
Scusate, ma ho un grande dolore nel cuore e sento il bisogno di comunicare con qualcuno che capisca di cosa sto parlando.
Voglio dedicare un pensiero a Lei, federmina, perchè il cuore di una mamma mi colpisce sempre moltissimo.
Non sono una mamma, sono una figlia. Ma una figlia che ha sempre avvuto il ruolo particolare di prendersi cura di sua madre, quindi, non so come, non so in che modo, mi sento di capirla.
Innanzitutto spero che in questo tempo lei sia riuscita a convincere sua figlia a parlare con uno specialista. Questo sarebbe davvero meraviglioso.
Nel caso non fosse successo, le consiglio caldamente di provare a proporglielo con estrema dolcezza, come fosse un qualcosa che si prova, un’esperienza, non per forza un atto obbligato. Niente frasi come “fallo per me che ti volgio bene”, o “devi prenderti delle responsabilità nei confronti di te stessa”. Sua figlia è molto giovane, rimarrebbe sorda, per lo più infastidita, di fronte a queste argomentazioni.
E’ solo un’esperienza, un percorso, una via fra le possibili.
Da ragazzina mi tagliavo. Ero ancora più piccola di sua figlia, avevo forse undici dodici anni. Chiedevo aiuto, in quel modo, ma nessuno me l’ha dato. Ricordo che i professori delle scuole medie convocarono i miei genitori perchè avevano sospettato qualcosa, ma loro erano troppo assorbiti dai loro problemi e dalle loro crisi per potersi accorgere di me.
Non mi dissero niente.
Poi il divorzio, un brutto divorzio, con un sacco di situazioni spiacevoli da affrontare. Tante, davvero. Mio padre mi usava per poter riavere mia madre, fregandosene di me. Mi madre era…boh, era come una bambina, come se avesse dieci anni. E mi sono occupata di lei, andando in prima persona da avvocati, psicologi e via dicendo. Per lei. Non era in grado di fare nulla.
Ero talmente dedita ad occuparmi degli altri che non pensavo proprio a me stessa. Non avevo neanche tempo per tagliarmi! Penso davvero che mi mancasse il tempo, pensi un po’!
Non l’ho più fatto per anni, non so perchè.
Ora di anni ne ho 24. Da due anni e mezzo vivo un amore molto travagliato con un ragazzo splendido, che mi ama, ma che mi fa soffrire moltissimo a causa del suo modo sofferto di vivere e gestire sentimenti ed emozioni.
Un anno fa, dopo tanto tanto tempo, è successo di nuovo. Dopo un litigio mi sono tagliata i polsi, e anche in un modo piuttosto serio. Lui non ha saputo assolutamente entrare in contatto con questa cosa, non ne abbiamo mai parlato fino a poco tempo fa…E purtroppo non ne è proprio in grado. E’ giovane, è più piccolo di me, completamente terrorizzato da questa cosa. Penso che la nostra storia sia stata compromessa da ciò, e ora aspetto di conoscere gli eventi futuri per poter dire se in modo irreparabile o meno.
Ma alla luce della mia esperienza le consiglio caldamente una cosa. Non faccia mai sentire in colpa sua figlia per quello che fa. Mai. Ha bisogno di essere coccolata, ascoltata, compresa. Non riversi su di lei tutta la sua paura di madre. Legittima e splendida paura di madre. Il mio ragazzo mi ha gridato che avrebbe voluto prendermi a schiaffi, che la mia vita, e il mio corpo, non appartengono solo a me ma anche alle persone che mi amano. E’ tutto verissimo, e legittimo. Ma purtroppo non è questo il modo di affrontare le cose. Io ho dieci anni più di sua figlia, e ho una capacità di perdono e di comprensione per forza di cose maggiori.
Non la faccia sentire in colpa, davvero. Cerchi il modo più delicato di convincerla a parlarne con uno specialista, spiegandole che non è la sola a fare questo. Molte persone ricorrono a questo per cercare di gestire emozioni troppo forti, rabbia, dolore, che in altro modo non riescono ad essere controllate. Deve essere consapevole che sua figlia non è sbagliata, ha solo trovato un modo sbagliato, disfunzionale, di fare una cosa molto giusta, e cioè esternare i propri sentimenti.
Cerchi di rimanere tranquilla, o per lo meno di non farsi sopraffare dalla paura. Sua figlia ha bisogno della sua stabilità. Questa è la cosa più importante.
Se crede di non poterci riuscire vada lei, in prima persona, da uno specialista, e si faccia consigliare sul modo migliore per riuscirci. Vedrà che sarà sicuramente possibile.
Sua figlia è molto giovane, e in un’età particolare. Ha molto bisogno di lei, in questo momento, ma in un modo delicato. Non la deluda.
ciao a tutti è la prima volta che entro in quest blog…capitata per caso!
sapete anche io ci sono passata…e avrei molto da dire e forse da consigliare visto che sono riuscita a trovare uno spiraglio di luce che mi ha permesso di capire e di vivere…
domani se trovo un pò di tempo vedrò di scrivere…
per ora dico solo che è difficile, ma dobbiamo trovare dentro di noi la forza di uscire da certi schemi mentali…
vi ho letto e…bè non immaginavo che tante persone avessero questo comportamento…speravo era un fenomeno molto ridotto!
cmq a volte si perde il vero valore della vita…amate la vita, la VOSTRA VITA.
guardate il mondo nella sua completezza, nella sua bellezza e pienezza di vita, sentite la vostra vita e così capirete che questi sono solo mezzi di non-vivere.
se volete vivere…allora cercate la vita dentro di voi e la trovere, ma se non volete nemmeno provare a cercare di uscire da questa cosa e volete continuare a ferirvi e sperare che qualcuni vi salvi dalla melma, dalla sofferenza che atanaglia la vostra vita v sbagliae, siete voi che decidete, siete padrone voi della vostra vita…chi non vuole uscirne non ne uscirà mai e passerà la propria vita a lamentarsi…ma se veramente volete vivere, dovete dare importanza alla vostra vita…appunto perchè vostra! amatevi e vivete…poi se volete approfondiremo l’argomento!
forse sarò stata dura e forse non comprenderete le mie parole…scusate ma sono stanchissima stasera, ma domani se posso vi scrivo…
ciao a tutti
ciao a tutti, sono venuta a conoscenza di questo blog perchè sto scrivendo una tesi appunto sulle ferite auto inflitte…ma naturalmente il lavoro sarebbe molto più interessante se potessi aggiungere qualche esperenza vera!!se qualcuno di voi è interessato ed ha voglia di scrivermi qualche suo pensiero sarei molto contenta grazie mille
Ciao a tutti
per caso ho trovato questo blog,ho letto finalmente delle cose positive
ho letto quello che avrei voluto leggere da tanto tempo,tipo questo problema stà diventando sempre +presente nella vita di 6adolescenti su 10 per dire.
Perchè non viene affrontato dai mass-media? Beh,me lo sono chiesta per molti anni anche io.Forse perchè l’umanità si vergogna a fare presente qsto problema alla società.Boh!!
Cmq… mi presento,sono una ragazza di 17anni ,ho avuto problemi con l’autolesionismo per tre anni,esattamente dall’età di 14 fino a 16 anni.Quando feci la cazzata più grande nel mio braccio –e adesso mi ritrovo cn1grossa cicatrice.
Adesso sono un pò di mesi che non lo faccio +,se non lo faccio e perchè mia mamma e tutta la mia famiglia ne soffriva a gran lunga di questo mio “sfogo incompreso”quind lo faccio solo per loro … adesso sono sospesa su un filo in bilico!!
Paura…paura e ancora paura che l’incubo possa ritornare.In ogni caso volevo far presente che non è un problema o una cosa su cui scherzare o sottovalutare anzi…
da prendere in grande considerazione.un bacio.CIao
Vorrei risp alla mamma di “federmina ha detto,”
Fa bene a non mandare sua figlia da uno psicologo…sarebbe come dire che sua figlia è pazza….E NON LO E’.
anch io come sua figlia ci sono dentro da troppo tempo…
Le persone lo fanno perchè si sento non capite,tristi e non posso parlarne con nessuno perchè se no le riterrebbero pazze…L’unico modo che hanno per liberarsi di questo proprio odio è far uscire il proprio dolore…anch io lo faccio e sono consapevole che il gesto, che faccio,è sbagliato…ma per me è come una liberazione da un peso troppo grande da tenere dentro.
Secondo me, non dovrebbe costringere sua figlia a parlarne con Lei, poichè è una cosa di cui da una parte ci si vergogna;
dovrebbe darle tempo per riordinare le sue idee, senza però trascurarla troppo, deve farle capire che per lei ci sarà sempre se avrà voglia di parlarne.
Mi ha fatto piacere parlarne con una madre che ha figlia che ha lo stesso mio problema…Spero di risentirla presto e spero di esserle stata d’aiuto.
Sono una ragazza di 17 anni e mi taglio da quando ne ho 12… genitori e amici si sono accorti di ciò ma fanno finta di non vedere… tutto è iniziato quando sono rimasta senza amici: venivo spesso schernita e umiliata davanti a tutti dai miei coetani. Mi dicevano che sono brutta, inutile… avevo paura di uscire perchè mi inseguivano per picchiarmi. L’unica amica che avevo è morta di tumore ai polmoni. In più, nn parlavo con i miei genitori, tranne che per litigare. Quando ero piccola e mio padre tornava a casa ubriaco, picchiava mia madre e mio fratello e mia madre mi ha fatta crescere con i sensi di colpa poichè io non venivo picchiata. Ogni giorno faccio i conti con tutto ciò e quando piangere in silenzio non basta per sfogarmi, ricorro alla lametta. Ho tentato più volte il suicidio ma nn ha funzionato… Spero che un giorno questo mio incubo possa finire…
Ciao, preferisco non scrivere il mio nome xk mi vergogno di essere così, ho 17 anni… e mi taglio da quando ne avevo 12… ho cominciato così x sfogarmi dp ke è morta mia nonna.. poi è diventata un’ossessione…e tutt’ora lo è… soprattutto in questi ultimi mesi.. inizialmente pensavo nn fosse una malattia…dp 2 anni…ho visto un programma su mtv “the real world san diego” e una ragazza, frankie, in una puntata si è tagliata..e lì ho fatto 1+1… in qst ultimi mesi..mi hanno dtt ke avevo un tumore.. e poi nn c’era…il mio ragazzo mi ha lasciata dp un anno… e anche se siamo rimasti amici soffro come un cane… un macello di persone mi hanno voltato le spalle e ora vi giuro ci sono solo 10 persone importanti nll mia vita…oltre ovviamente al mio ex mia mamma mio papà e sorella… mi taglio x sentirmi libera… x sentire la cicatrice oltre i pantaloni… x vedere uscire il sangue… x vivere… nn ho scritto il mio nome xk nn serve… mi vergogno… so ke se nn vado da uno psicologo non mi sposto da questo punto… ma ora non ce la faccio…
Ciao a tutti,
è la prima volta ke scrivo in un blog, ho 15 anni (in ottobre 16).
Leggendo una rivista ke parlava del mio problema ho tirato giù questo indirizzo per sfogarmi.
Mi taglio da quando avevo 13. Non sapevo fosse una malattia fino oggi. Da uno psicologo non ci vorrei mai andare anche perhè i miei genitori non lo sanno e non voglio farli preoccupare.
Mi tagliavo dappertutto:seno,gambe,piedi,polsi,braccia ma ora per non farmi scoprire mi taglio solo sui polsi (coperti da polsini e bracciali) e sulle spalle.
mi prenderete per pazza e forse lo sono veramente ma sentire la carne ke si taglia sotto la lama e la soprattuttto la vista del mio sangue ke sgorga dalle ferite ke m tranquillizza. Infatti se sono arrabbiata o agitata mi taglio e calmandomi riesco a pensare lucidamente risolvendo x la maggior parte delle volte il problema ke mi ha spinto a tagliarmi.pero da qnd tre miei amike mi hanno scoperta vorrei uscirne perchè le vedo sempre giù d morale pensando ke loro non riescono a tirarmi su di morale.
….grazie per avermi ascoltata,arrivederci.
Ho trovato questo blog e il sito del Sibric per caso, e volevo dirvi che mi ha fatto molto piacere vedere che in Italia qualcuno sta studiando seriamente il problema dell’autolesionismo. Ho anche compilato il questionario sul vostro sito.
Io ne ho sofferto per molti anni e non ne sono ancora uscita. Purtroppo vedo che problemi con anoressia, bulimia e soprattutto autolesionismo sono sconosciuti alla maggior parte della popolazione e per questo chi ne soffre viene giudicato superficialmente e a volte considerato alla stregua di pazzo o egocentrico e ciò è molto triste.
In tanti anni non mi sono mai rivolta a qualcuno per chedere aiuto riguardo il mio problema e questo per una serie di motivazioni, una delle quali il fatto che la suddetta ignoranza generale sul problema porterebbe i miei genitori a non capire e probabilmente sottovalutare la cosa, il che mi farebbe sentire ancora più stupida.
Spero che con progetti come questi la situazione cambi e che prima o poi nessuno debba più vergognarsi di dire “ho questo problema, mi serve aiuto”.
Grazie ancora,
Ciao a tutti, sono nuova di questo blog e forse ho sbagliato qualcosa, visto che vedo che ci sono commento di tre anni fa. Comunque da qualche parte bisogna pur cominciare, scusatemi se sbaglio nell’inserirmi qui. Ho 36 anni, mi taglio da quando ne avevo 18. Con fasi alterne, momenti in cui mi tagliavo tantissimo, e che mi vengono continuamente ricordati dalle cicatrici che mi riempiono un braccio, e altri come questo che sono due anni che non mi taglio ma che, essendo ora un periodo difficile sotto vari punti di vista, ho tanto bisogno di farlo per far mollare via la tensione, la tristezza, la frustrazione. Volevo dire a federmina (a parte il fatto che spero ormai sarà riuscita a risolvere qualcosa) che è proprio nelle madri il nocciolo di tutto, nel bene e nel male. Ieri ho guardato “thirteen”, un film sul disagio delle adolescenti. Una delle due protagoniste si tagliava. I motivi erano più o meno gli stessi per cui ho iniziato a tagliarmi io, e mi sono sorpresa a piangere quando la madre viene a sapere che la figlia si taglia, le scopre il braccio, lo tocca come per accertarsi che ci sia ancora la sua carne, la carne della sua carne, poi lo bacia, lo accarezza, piange insieme alla figlia, la prende forte tra le braccia e poi la tiene stretta tutta la notte. Ecco secondo me è questo che serve. Questo sarebbe servito a me allora, da mia madre. E ora che ho 36 anni e sarebbe grottesco riceverlo da mia madre, lo cerco in altre donne, nella psicologa, nella collega più grande, ecc. Donne però a cui io non appartengo. E così scorre la vita, col sangue, che se non scorre fuori scorre dentro, segnalandomi che vivo. Almeno lui.
Facciamoci forza tutte quante ragazze. Io cercherò di resistere. Voi?
Vi abbraccio forte, come quella madre del film. Scusate lo sfogo lungo, ma è la prima volta che mi espongo in un blog.
novella
chissà poi perchè ci si ritrova a scrivere in questi blog…non so, forse la solitudine a volte è veramente tanta e gli anni passano e non sempre ce la fai a sostenere il peso di questo “mostro” che ti porti ormai sulle spalle da anni. Per quanto mi riguarda sono 9anni…ho fatto il mio primo taglio a 18 e l’ultimo poco fa all’età di quasi 27anni. Il tempo è decisamente il fattore che mi preoccupa di più in relazione al mio problema…vedere che i giorni, i mesi, gli anni passano e tra alti e bassi ti ritrovi ogni tanto a prendere le forbicine in mano, rinchiuderti nel bagno di fronte allo specchio e senza neanche una lacrima cominciare a graffiare il tuo corpo. Sono quasi cinque anni che sto in terapia, forse chi leggerà penserà che visto che mi taglio ancora sia tutto inutile…invece non è così e io vi voglio scrivere per consigliare ad ognuno di voi di intraprendere un percorso terapeutico e stringere i denti. Quando iniziai la mia terapia a mala pena riuscivo ad alzarmi la mattina dal letto, mi tagliavo quotidianamente e la mia sofferenza inglobava ogni aspetto della mia vita: non riuscivo a fare niente. Grazie alla mia terapia in questi anni sono riuscita a laurearmi, ora lavoro e coltivo le mie passioni. In questi anni sono riuscita ad avere una relazione con un ragazzo a cui ho voluto molto bene…insomma la mia vita ha ripreso un andamento normale e soprattutto ho capito molte cose di me e della mia sofferenza. Sì, lo so mi taglio ancora, ma questo vuole semplicemente dire che il mio percorso è ancora lungo, che devo acora mettere a fuoco quello che c’è dietro questo sintomo…perchè quello che penso e che voglio urlarvi è che dietro questo atroce problema c’è qualcosa di grande, di importante, di mostruoso che va guardato dritto negli occhi e solo così potrà essere sconfitto…questa è l’unica grande speranza che posso lasciarvi: fate in modo che un giorno, magari proprio dopo una crisi, vi troviate talmente a terra da dover chiedere aiuto a qualcuno di competente: sarà il primo passo verso una vita migliore.
un abbraccio a tutti
Buonasera.
Sono una ragazza di tredici anni.
Sono autolesionista da quando ne avevo undici. Dapprima era per sfogarmi, adesso è per vivere, e tutte le mie giornate sono solo un tempo scandito dai tagli.
La mia situazione non è facile: sono arrivata a un punto in cui mi è impossibile nasconderlo. I miei professori, i miei compagni, la mia famiglia sono informati di tutto questo.
Da parte mia, continuo a infliggermi tagli, strappi, contusioni. Non ne sono felice. Mi sembra di vendere l’anima al dolore.
Questi due anni mi hanno rubato quella che ero e quella che avrei potuto essere. Dovrei essere una bambina, come i miei coetanei, e invece non lo sono più. Bambina fuori, dentro… Non lo so.
Non mi sento più nemmeno umana: mi sento una schiava piegata davanti a una lama. Ho un ritmo di una trentina di tagli al giorno, e se provo a rallentare i tagli si fanno troppo profondi e perdo troppo sangue.
Non c’è altro nella mia vita: da un anno a questa parte ho allontanato il ragazzo che amavo, gli amici che avevo più cari, perfino con i parenti non ho più un legame consistente. Tengo vicino a me solo il mio migliore amico, forse l’unico che posso avere. La solitudine mi fa sentire più libera, ma questa sensazione di indipendenza è illusoria. Io lo so, che in realtà non sono altri che una schiava.
Non ho niente, se non una lametta.
E dunque, cosa posso fare, se non usarla?
Grazie per l’attenzione.
Alice.
ciao… ho 15 anni… sono 3 anni e passa dipendente dal dolore… ma tutto va a periodi… almeno prima… adesso nell ultimo anno é tutto peggiorato… le mie cicatrici mi rincorrono, ogni giorno le devo vedere… che siano tagli netti con la lametta, bruciature o se nn ho niente uso le unghie finché nn sanguina abbastanza.. voglio smetterla davvero ma sempre quando sembra k ce lo fatta succede qualkosa e cedo e cedo sempre piú al mio sangue per combattere lacrime, solitudine, tutto ció che fa parte della vita in effetti; ma io nn riesco a sopportarlo e perció cerco di affogarlo nel dolore fisico… so che molti che leggeranno questo commento mi capiscono, ma io voglio aiuto… ho le mie amike che sanno tutto ma neanke loro sanno piú cosa fare… il mio ragazzo mi ha lasiato due settimane fa, e lui mi vuole aiutare, da amico. Ma ho bisogno di qualcuno che ne capisca di qualcuno di grande con cui parlare… i miei lo sanno ma mi girano le spalle e io nn riesco a parlarci… Anche i professori hanno capito ormai… e uno mi ha chiesto se volevo parlarne ma nn avevo il coraggio, vorrei tanto averlo almeno per parlarci, sfogarmi. Ma come posso? poi mi vedranno come una psicopatica! E io nn lo sono! non lo sono! sopporto appena gli sguardi pieni di indifferenza e peró anke di pena da parte dei miei. Sa troppa gente… Mi vergogno… Mi vergogno tanto. In classe stanno provando a organizzare un’assemblea con degli psicolgi e dei specialisti su questo campo per me ma ho cosí paura che quasi penso di non presentarmi il giorno a scuola… qualcuno peró mi deve aiutare… io nn voglio continuare… nn voglio piú avere altri marchi di ció che IO nn riesco a sopportare. Ma perché gli altri ce la fanno! perché io no?! vi prego é il 3 blog in cui scrivo mi sembra… voglio aiuto… io ce la posso fare davvero… ma da sola… é cosí difficile… questa é una frase che ho scritto mentre le mie braccia si imbrattavano di sangue e continuavo a darmi colpi bruciarmi perché nn riuscivo a calmarmi: “le persone primo poi mi lasciano e invece le lamette e il dolore per me ci sarano sempre.Quindi anke io per loro”… nn voglio piú pensarlo.. vi prego..
eh… ciao ho 16 anni ed è da 8 mesi che ho iniziato a farmi del male inizialmente speravo di riuscire a controllarmi e quindi poi a smettere ma mi sono sbagliata.
la cosa è andata avanti e ora è ingestibile le ferite sono diventate profonde e ci penso oni giorno perennemente .. quando le guardo sto malissimo .. nn voglio che le veda nessuno nn tanto per me ma solo il fatto di doverrispondere a quella fatidica domanda(che cosa hai fatto??)e dovermi inventare balle mi fa sentire un acretina ..:(
buona sera a tutti mi chiamo veleria ed ho 19anni…ho cominciato a taglirmi 6 mesi fa,ogni volta che lo faccio mi sento più leggera,come se dessi un senso alla mia sofferenza..ho avuto una vita complicata fin dall’infanzia,un padre violento ed una madre che soffre di depressione a causa della violenza subita..in questi anni ho sempre represso tutto,tenuto dentro..comincia a tagliarmi xkè a 18 presi la decisione di andare via di casa dato che mio padre era arrivato al punto di picchiare anche me violentemente..presi questa decisione ma mi sentii anche in colpa x aver lasciato mia madre in più come se nn bastasse mi ero appena lasciata cn il mio ragazzo cn cui stavo da 1 anno…mi sentivo sola e amareggiata..andai in bagno in preda ad una crisi e presi un rasoio x fare la barba e lo ruppi,presi una delle lamette e me la portai in camera..il senso di appagamento era come se mi riempisse l’anima..purtroppo nn è stata l’unica volta,ogni volta mi promettevo che eraa l’ultima..ma nn ce la facevo,il bisogno era troppo forte…sn 2 mesi k nn lo faccio e guardandomi allo specchio mi rendo conto di essermi distrutta da sola..m sn rovinata un braccio..questa è la prima volta che lo racconto a qualcuno e credo se ce la farò di chiedere aiuto a qualcuno…
SibricBlog Rinasce ha detto,
maggio 6, 2006 a 10:12 am
Benvenuti, nel nostro nuovo blog. Per tanti motivi abbiamo deciso di cambiare e rinnovare il nostro blog. Ci siamo affidati a wordpress per la sua stabilità e funzionalità. Ci scusiamo per il periodo di inattività del vecchio blog.
A presto
La redazione
federmina ha detto,
settembre 13, 2006 a 11:12 pm
Ciao a tutti.
E’ la prima volta da quando navigo in rete che scrivo in un blog.
Questa sera lo faccio xkè mi sento un tantino disperata. Sono mamma di una ragazzina di 14 anni ke ha iniziato a procurarsi delle ferite ai polsi. Chiaramente sono sconvolta e disarmata. Era già successo 1 volta ma qst è la seconda.
So ke ci sono persone ke puniscono sè stesse ed effettivamente cercando in internet ho trovato tante informazioni e tante mail.
Ho paura. Aiutatemi. Escludo la possibilità di rivolgermi a degli psicologi, mia figlia non accetta.
Scusate, ma ho un grande dolore nel cuore e sento il bisogno di comunicare con qualcuno che capisca di cosa sto parlando.
Lily ha detto,
marzo 9, 2007 a 11:48 am
Voglio dedicare un pensiero a Lei, federmina, perchè il cuore di una mamma mi colpisce sempre moltissimo.
Non sono una mamma, sono una figlia. Ma una figlia che ha sempre avvuto il ruolo particolare di prendersi cura di sua madre, quindi, non so come, non so in che modo, mi sento di capirla.
Innanzitutto spero che in questo tempo lei sia riuscita a convincere sua figlia a parlare con uno specialista. Questo sarebbe davvero meraviglioso.
Nel caso non fosse successo, le consiglio caldamente di provare a proporglielo con estrema dolcezza, come fosse un qualcosa che si prova, un’esperienza, non per forza un atto obbligato. Niente frasi come “fallo per me che ti volgio bene”, o “devi prenderti delle responsabilità nei confronti di te stessa”. Sua figlia è molto giovane, rimarrebbe sorda, per lo più infastidita, di fronte a queste argomentazioni.
E’ solo un’esperienza, un percorso, una via fra le possibili.
Da ragazzina mi tagliavo. Ero ancora più piccola di sua figlia, avevo forse undici dodici anni. Chiedevo aiuto, in quel modo, ma nessuno me l’ha dato. Ricordo che i professori delle scuole medie convocarono i miei genitori perchè avevano sospettato qualcosa, ma loro erano troppo assorbiti dai loro problemi e dalle loro crisi per potersi accorgere di me.
Non mi dissero niente.
Poi il divorzio, un brutto divorzio, con un sacco di situazioni spiacevoli da affrontare. Tante, davvero. Mio padre mi usava per poter riavere mia madre, fregandosene di me. Mi madre era…boh, era come una bambina, come se avesse dieci anni. E mi sono occupata di lei, andando in prima persona da avvocati, psicologi e via dicendo. Per lei. Non era in grado di fare nulla.
Ero talmente dedita ad occuparmi degli altri che non pensavo proprio a me stessa. Non avevo neanche tempo per tagliarmi! Penso davvero che mi mancasse il tempo, pensi un po’!
Non l’ho più fatto per anni, non so perchè.
Ora di anni ne ho 24. Da due anni e mezzo vivo un amore molto travagliato con un ragazzo splendido, che mi ama, ma che mi fa soffrire moltissimo a causa del suo modo sofferto di vivere e gestire sentimenti ed emozioni.
Un anno fa, dopo tanto tanto tempo, è successo di nuovo. Dopo un litigio mi sono tagliata i polsi, e anche in un modo piuttosto serio. Lui non ha saputo assolutamente entrare in contatto con questa cosa, non ne abbiamo mai parlato fino a poco tempo fa…E purtroppo non ne è proprio in grado. E’ giovane, è più piccolo di me, completamente terrorizzato da questa cosa. Penso che la nostra storia sia stata compromessa da ciò, e ora aspetto di conoscere gli eventi futuri per poter dire se in modo irreparabile o meno.
Ma alla luce della mia esperienza le consiglio caldamente una cosa. Non faccia mai sentire in colpa sua figlia per quello che fa. Mai. Ha bisogno di essere coccolata, ascoltata, compresa. Non riversi su di lei tutta la sua paura di madre. Legittima e splendida paura di madre. Il mio ragazzo mi ha gridato che avrebbe voluto prendermi a schiaffi, che la mia vita, e il mio corpo, non appartengono solo a me ma anche alle persone che mi amano. E’ tutto verissimo, e legittimo. Ma purtroppo non è questo il modo di affrontare le cose. Io ho dieci anni più di sua figlia, e ho una capacità di perdono e di comprensione per forza di cose maggiori.
Non la faccia sentire in colpa, davvero. Cerchi il modo più delicato di convincerla a parlarne con uno specialista, spiegandole che non è la sola a fare questo. Molte persone ricorrono a questo per cercare di gestire emozioni troppo forti, rabbia, dolore, che in altro modo non riescono ad essere controllate. Deve essere consapevole che sua figlia non è sbagliata, ha solo trovato un modo sbagliato, disfunzionale, di fare una cosa molto giusta, e cioè esternare i propri sentimenti.
Cerchi di rimanere tranquilla, o per lo meno di non farsi sopraffare dalla paura. Sua figlia ha bisogno della sua stabilità. Questa è la cosa più importante.
Se crede di non poterci riuscire vada lei, in prima persona, da uno specialista, e si faccia consigliare sul modo migliore per riuscirci. Vedrà che sarà sicuramente possibile.
Sua figlia è molto giovane, e in un’età particolare. Ha molto bisogno di lei, in questo momento, ma in un modo delicato. Non la deluda.
Andrà tutto bene.
Cri ha detto,
maggio 5, 2007 a 9:10 pm
ciao a tutti è la prima volta che entro in quest blog…capitata per caso!
sapete anche io ci sono passata…e avrei molto da dire e forse da consigliare visto che sono riuscita a trovare uno spiraglio di luce che mi ha permesso di capire e di vivere…
domani se trovo un pò di tempo vedrò di scrivere…
per ora dico solo che è difficile, ma dobbiamo trovare dentro di noi la forza di uscire da certi schemi mentali…
vi ho letto e…bè non immaginavo che tante persone avessero questo comportamento…speravo era un fenomeno molto ridotto!
cmq a volte si perde il vero valore della vita…amate la vita, la VOSTRA VITA.
guardate il mondo nella sua completezza, nella sua bellezza e pienezza di vita, sentite la vostra vita e così capirete che questi sono solo mezzi di non-vivere.
se volete vivere…allora cercate la vita dentro di voi e la trovere, ma se non volete nemmeno provare a cercare di uscire da questa cosa e volete continuare a ferirvi e sperare che qualcuni vi salvi dalla melma, dalla sofferenza che atanaglia la vostra vita v sbagliae, siete voi che decidete, siete padrone voi della vostra vita…chi non vuole uscirne non ne uscirà mai e passerà la propria vita a lamentarsi…ma se veramente volete vivere, dovete dare importanza alla vostra vita…appunto perchè vostra! amatevi e vivete…poi se volete approfondiremo l’argomento!
forse sarò stata dura e forse non comprenderete le mie parole…scusate ma sono stanchissima stasera, ma domani se posso vi scrivo…
ciao a tutti
francy ha detto,
ottobre 11, 2007 a 9:09 pm
ciao a tutti, sono venuta a conoscenza di questo blog perchè sto scrivendo una tesi appunto sulle ferite auto inflitte…ma naturalmente il lavoro sarebbe molto più interessante se potessi aggiungere qualche esperenza vera!!se qualcuno di voi è interessato ed ha voglia di scrivermi qualche suo pensiero sarei molto contenta grazie mille
Adr!u ha detto,
giugno 13, 2008 a 11:37 am
Ciao a tutti
per caso ho trovato questo blog,ho letto finalmente delle cose positive
ho letto quello che avrei voluto leggere da tanto tempo,tipo questo problema stà diventando sempre +presente nella vita di 6adolescenti su 10 per dire.
Perchè non viene affrontato dai mass-media? Beh,me lo sono chiesta per molti anni anche io.Forse perchè l’umanità si vergogna a fare presente qsto problema alla società.Boh!!
Cmq… mi presento,sono una ragazza di 17anni ,ho avuto problemi con l’autolesionismo per tre anni,esattamente dall’età di 14 fino a 16 anni.Quando feci la cazzata più grande nel mio braccio –e adesso mi ritrovo cn1grossa cicatrice.
Adesso sono un pò di mesi che non lo faccio +,se non lo faccio e perchè mia mamma e tutta la mia famiglia ne soffriva a gran lunga di questo mio “sfogo incompreso”quind lo faccio solo per loro … adesso sono sospesa su un filo in bilico!!
Paura…paura e ancora paura che l’incubo possa ritornare.In ogni caso volevo far presente che non è un problema o una cosa su cui scherzare o sottovalutare anzi…
da prendere in grande considerazione.un bacio.CIao
Laura ha detto,
dicembre 16, 2008 a 2:44 pm
Vorrei risp alla mamma di “federmina ha detto,”
Fa bene a non mandare sua figlia da uno psicologo…sarebbe come dire che sua figlia è pazza….E NON LO E’.
anch io come sua figlia ci sono dentro da troppo tempo…
Le persone lo fanno perchè si sento non capite,tristi e non posso parlarne con nessuno perchè se no le riterrebbero pazze…L’unico modo che hanno per liberarsi di questo proprio odio è far uscire il proprio dolore…anch io lo faccio e sono consapevole che il gesto, che faccio,è sbagliato…ma per me è come una liberazione da un peso troppo grande da tenere dentro.
Secondo me, non dovrebbe costringere sua figlia a parlarne con Lei, poichè è una cosa di cui da una parte ci si vergogna;
dovrebbe darle tempo per riordinare le sue idee, senza però trascurarla troppo, deve farle capire che per lei ci sarà sempre se avrà voglia di parlarne.
Mi ha fatto piacere parlarne con una madre che ha figlia che ha lo stesso mio problema…Spero di risentirla presto e spero di esserle stata d’aiuto.
Mira ha detto,
dicembre 24, 2008 a 2:05 pm
Sono una ragazza di 17 anni e mi taglio da quando ne ho 12… genitori e amici si sono accorti di ciò ma fanno finta di non vedere… tutto è iniziato quando sono rimasta senza amici: venivo spesso schernita e umiliata davanti a tutti dai miei coetani. Mi dicevano che sono brutta, inutile… avevo paura di uscire perchè mi inseguivano per picchiarmi. L’unica amica che avevo è morta di tumore ai polmoni. In più, nn parlavo con i miei genitori, tranne che per litigare. Quando ero piccola e mio padre tornava a casa ubriaco, picchiava mia madre e mio fratello e mia madre mi ha fatta crescere con i sensi di colpa poichè io non venivo picchiata. Ogni giorno faccio i conti con tutto ciò e quando piangere in silenzio non basta per sfogarmi, ricorro alla lametta. Ho tentato più volte il suicidio ma nn ha funzionato… Spero che un giorno questo mio incubo possa finire…
PUNKrockGIRL ha detto,
febbraio 13, 2009 a 4:12 pm
Ciao, preferisco non scrivere il mio nome xk mi vergogno di essere così, ho 17 anni… e mi taglio da quando ne avevo 12… ho cominciato così x sfogarmi dp ke è morta mia nonna.. poi è diventata un’ossessione…e tutt’ora lo è… soprattutto in questi ultimi mesi.. inizialmente pensavo nn fosse una malattia…dp 2 anni…ho visto un programma su mtv “the real world san diego” e una ragazza, frankie, in una puntata si è tagliata..e lì ho fatto 1+1… in qst ultimi mesi..mi hanno dtt ke avevo un tumore.. e poi nn c’era…il mio ragazzo mi ha lasciata dp un anno… e anche se siamo rimasti amici soffro come un cane… un macello di persone mi hanno voltato le spalle e ora vi giuro ci sono solo 10 persone importanti nll mia vita…oltre ovviamente al mio ex mia mamma mio papà e sorella… mi taglio x sentirmi libera… x sentire la cicatrice oltre i pantaloni… x vedere uscire il sangue… x vivere… nn ho scritto il mio nome xk nn serve… mi vergogno… so ke se nn vado da uno psicologo non mi sposto da questo punto… ma ora non ce la faccio…
Piccola bambola masokista ha detto,
maggio 6, 2009 a 3:40 pm
Ciao a tutti,
è la prima volta ke scrivo in un blog, ho 15 anni (in ottobre 16).
Leggendo una rivista ke parlava del mio problema ho tirato giù questo indirizzo per sfogarmi.
Mi taglio da quando avevo 13. Non sapevo fosse una malattia fino oggi. Da uno psicologo non ci vorrei mai andare anche perhè i miei genitori non lo sanno e non voglio farli preoccupare.
Mi tagliavo dappertutto:seno,gambe,piedi,polsi,braccia ma ora per non farmi scoprire mi taglio solo sui polsi (coperti da polsini e bracciali) e sulle spalle.
mi prenderete per pazza e forse lo sono veramente ma sentire la carne ke si taglia sotto la lama e la soprattuttto la vista del mio sangue ke sgorga dalle ferite ke m tranquillizza. Infatti se sono arrabbiata o agitata mi taglio e calmandomi riesco a pensare lucidamente risolvendo x la maggior parte delle volte il problema ke mi ha spinto a tagliarmi.pero da qnd tre miei amike mi hanno scoperta vorrei uscirne perchè le vedo sempre giù d morale pensando ke loro non riescono a tirarmi su di morale.
….grazie per avermi ascoltata,arrivederci.
Claudia ha detto,
giugno 14, 2009 a 9:43 pm
Ho trovato questo blog e il sito del Sibric per caso, e volevo dirvi che mi ha fatto molto piacere vedere che in Italia qualcuno sta studiando seriamente il problema dell’autolesionismo. Ho anche compilato il questionario sul vostro sito.
Io ne ho sofferto per molti anni e non ne sono ancora uscita. Purtroppo vedo che problemi con anoressia, bulimia e soprattutto autolesionismo sono sconosciuti alla maggior parte della popolazione e per questo chi ne soffre viene giudicato superficialmente e a volte considerato alla stregua di pazzo o egocentrico e ciò è molto triste.
In tanti anni non mi sono mai rivolta a qualcuno per chedere aiuto riguardo il mio problema e questo per una serie di motivazioni, una delle quali il fatto che la suddetta ignoranza generale sul problema porterebbe i miei genitori a non capire e probabilmente sottovalutare la cosa, il che mi farebbe sentire ancora più stupida.
Spero che con progetti come questi la situazione cambi e che prima o poi nessuno debba più vergognarsi di dire “ho questo problema, mi serve aiuto”.
Grazie ancora,
Claudia
novella ha detto,
agosto 14, 2009 a 6:26 am
Ciao a tutti, sono nuova di questo blog e forse ho sbagliato qualcosa, visto che vedo che ci sono commento di tre anni fa. Comunque da qualche parte bisogna pur cominciare, scusatemi se sbaglio nell’inserirmi qui. Ho 36 anni, mi taglio da quando ne avevo 18. Con fasi alterne, momenti in cui mi tagliavo tantissimo, e che mi vengono continuamente ricordati dalle cicatrici che mi riempiono un braccio, e altri come questo che sono due anni che non mi taglio ma che, essendo ora un periodo difficile sotto vari punti di vista, ho tanto bisogno di farlo per far mollare via la tensione, la tristezza, la frustrazione. Volevo dire a federmina (a parte il fatto che spero ormai sarà riuscita a risolvere qualcosa) che è proprio nelle madri il nocciolo di tutto, nel bene e nel male. Ieri ho guardato “thirteen”, un film sul disagio delle adolescenti. Una delle due protagoniste si tagliava. I motivi erano più o meno gli stessi per cui ho iniziato a tagliarmi io, e mi sono sorpresa a piangere quando la madre viene a sapere che la figlia si taglia, le scopre il braccio, lo tocca come per accertarsi che ci sia ancora la sua carne, la carne della sua carne, poi lo bacia, lo accarezza, piange insieme alla figlia, la prende forte tra le braccia e poi la tiene stretta tutta la notte. Ecco secondo me è questo che serve. Questo sarebbe servito a me allora, da mia madre. E ora che ho 36 anni e sarebbe grottesco riceverlo da mia madre, lo cerco in altre donne, nella psicologa, nella collega più grande, ecc. Donne però a cui io non appartengo. E così scorre la vita, col sangue, che se non scorre fuori scorre dentro, segnalandomi che vivo. Almeno lui.
Facciamoci forza tutte quante ragazze. Io cercherò di resistere. Voi?
Vi abbraccio forte, come quella madre del film. Scusate lo sfogo lungo, ma è la prima volta che mi espongo in un blog.
novella
caterina ha detto,
novembre 18, 2009 a 4:48 pm
chissà poi perchè ci si ritrova a scrivere in questi blog…non so, forse la solitudine a volte è veramente tanta e gli anni passano e non sempre ce la fai a sostenere il peso di questo “mostro” che ti porti ormai sulle spalle da anni. Per quanto mi riguarda sono 9anni…ho fatto il mio primo taglio a 18 e l’ultimo poco fa all’età di quasi 27anni. Il tempo è decisamente il fattore che mi preoccupa di più in relazione al mio problema…vedere che i giorni, i mesi, gli anni passano e tra alti e bassi ti ritrovi ogni tanto a prendere le forbicine in mano, rinchiuderti nel bagno di fronte allo specchio e senza neanche una lacrima cominciare a graffiare il tuo corpo. Sono quasi cinque anni che sto in terapia, forse chi leggerà penserà che visto che mi taglio ancora sia tutto inutile…invece non è così e io vi voglio scrivere per consigliare ad ognuno di voi di intraprendere un percorso terapeutico e stringere i denti. Quando iniziai la mia terapia a mala pena riuscivo ad alzarmi la mattina dal letto, mi tagliavo quotidianamente e la mia sofferenza inglobava ogni aspetto della mia vita: non riuscivo a fare niente. Grazie alla mia terapia in questi anni sono riuscita a laurearmi, ora lavoro e coltivo le mie passioni. In questi anni sono riuscita ad avere una relazione con un ragazzo a cui ho voluto molto bene…insomma la mia vita ha ripreso un andamento normale e soprattutto ho capito molte cose di me e della mia sofferenza. Sì, lo so mi taglio ancora, ma questo vuole semplicemente dire che il mio percorso è ancora lungo, che devo acora mettere a fuoco quello che c’è dietro questo sintomo…perchè quello che penso e che voglio urlarvi è che dietro questo atroce problema c’è qualcosa di grande, di importante, di mostruoso che va guardato dritto negli occhi e solo così potrà essere sconfitto…questa è l’unica grande speranza che posso lasciarvi: fate in modo che un giorno, magari proprio dopo una crisi, vi troviate talmente a terra da dover chiedere aiuto a qualcuno di competente: sarà il primo passo verso una vita migliore.
un abbraccio a tutti
Alice96 ha detto,
gennaio 7, 2010 a 9:40 pm
Buonasera.
Sono una ragazza di tredici anni.
Sono autolesionista da quando ne avevo undici. Dapprima era per sfogarmi, adesso è per vivere, e tutte le mie giornate sono solo un tempo scandito dai tagli.
La mia situazione non è facile: sono arrivata a un punto in cui mi è impossibile nasconderlo. I miei professori, i miei compagni, la mia famiglia sono informati di tutto questo.
Da parte mia, continuo a infliggermi tagli, strappi, contusioni. Non ne sono felice. Mi sembra di vendere l’anima al dolore.
Questi due anni mi hanno rubato quella che ero e quella che avrei potuto essere. Dovrei essere una bambina, come i miei coetanei, e invece non lo sono più. Bambina fuori, dentro… Non lo so.
Non mi sento più nemmeno umana: mi sento una schiava piegata davanti a una lama. Ho un ritmo di una trentina di tagli al giorno, e se provo a rallentare i tagli si fanno troppo profondi e perdo troppo sangue.
Non c’è altro nella mia vita: da un anno a questa parte ho allontanato il ragazzo che amavo, gli amici che avevo più cari, perfino con i parenti non ho più un legame consistente. Tengo vicino a me solo il mio migliore amico, forse l’unico che posso avere. La solitudine mi fa sentire più libera, ma questa sensazione di indipendenza è illusoria. Io lo so, che in realtà non sono altri che una schiava.
Non ho niente, se non una lametta.
E dunque, cosa posso fare, se non usarla?
Grazie per l’attenzione.
Alice.
blacksmile ha detto,
gennaio 12, 2010 a 9:43 pm
ciao… ho 15 anni… sono 3 anni e passa dipendente dal dolore… ma tutto va a periodi… almeno prima… adesso nell ultimo anno é tutto peggiorato… le mie cicatrici mi rincorrono, ogni giorno le devo vedere… che siano tagli netti con la lametta, bruciature o se nn ho niente uso le unghie finché nn sanguina abbastanza.. voglio smetterla davvero ma sempre quando sembra k ce lo fatta succede qualkosa e cedo e cedo sempre piú al mio sangue per combattere lacrime, solitudine, tutto ció che fa parte della vita in effetti; ma io nn riesco a sopportarlo e perció cerco di affogarlo nel dolore fisico… so che molti che leggeranno questo commento mi capiscono, ma io voglio aiuto… ho le mie amike che sanno tutto ma neanke loro sanno piú cosa fare… il mio ragazzo mi ha lasiato due settimane fa, e lui mi vuole aiutare, da amico. Ma ho bisogno di qualcuno che ne capisca di qualcuno di grande con cui parlare… i miei lo sanno ma mi girano le spalle e io nn riesco a parlarci… Anche i professori hanno capito ormai… e uno mi ha chiesto se volevo parlarne ma nn avevo il coraggio, vorrei tanto averlo almeno per parlarci, sfogarmi. Ma come posso? poi mi vedranno come una psicopatica! E io nn lo sono! non lo sono! sopporto appena gli sguardi pieni di indifferenza e peró anke di pena da parte dei miei. Sa troppa gente… Mi vergogno… Mi vergogno tanto. In classe stanno provando a organizzare un’assemblea con degli psicolgi e dei specialisti su questo campo per me ma ho cosí paura che quasi penso di non presentarmi il giorno a scuola… qualcuno peró mi deve aiutare… io nn voglio continuare… nn voglio piú avere altri marchi di ció che IO nn riesco a sopportare. Ma perché gli altri ce la fanno! perché io no?! vi prego é il 3 blog in cui scrivo mi sembra… voglio aiuto… io ce la posso fare davvero… ma da sola… é cosí difficile… questa é una frase che ho scritto mentre le mie braccia si imbrattavano di sangue e continuavo a darmi colpi bruciarmi perché nn riuscivo a calmarmi: “le persone primo poi mi lasciano e invece le lamette e il dolore per me ci sarano sempre.Quindi anke io per loro”… nn voglio piú pensarlo.. vi prego..
hotmaile ha detto,
giugno 30, 2011 a 10:23 am
eh… ciao ho 16 anni ed è da 8 mesi che ho iniziato a farmi del male inizialmente speravo di riuscire a controllarmi e quindi poi a smettere ma mi sono sbagliata.
la cosa è andata avanti e ora è ingestibile le ferite sono diventate profonde e ci penso oni giorno perennemente .. quando le guardo sto malissimo .. nn voglio che le veda nessuno nn tanto per me ma solo il fatto di doverrispondere a quella fatidica domanda(che cosa hai fatto??)e dovermi inventare balle mi fa sentire un acretina ..:(
valeria ha detto,
gennaio 18, 2012 a 10:36 pm
buona sera a tutti mi chiamo veleria ed ho 19anni…ho cominciato a taglirmi 6 mesi fa,ogni volta che lo faccio mi sento più leggera,come se dessi un senso alla mia sofferenza..ho avuto una vita complicata fin dall’infanzia,un padre violento ed una madre che soffre di depressione a causa della violenza subita..in questi anni ho sempre represso tutto,tenuto dentro..comincia a tagliarmi xkè a 18 presi la decisione di andare via di casa dato che mio padre era arrivato al punto di picchiare anche me violentemente..presi questa decisione ma mi sentii anche in colpa x aver lasciato mia madre in più come se nn bastasse mi ero appena lasciata cn il mio ragazzo cn cui stavo da 1 anno…mi sentivo sola e amareggiata..andai in bagno in preda ad una crisi e presi un rasoio x fare la barba e lo ruppi,presi una delle lamette e me la portai in camera..il senso di appagamento era come se mi riempisse l’anima..purtroppo nn è stata l’unica volta,ogni volta mi promettevo che eraa l’ultima..ma nn ce la facevo,il bisogno era troppo forte…sn 2 mesi k nn lo faccio e guardandomi allo specchio mi rendo conto di essermi distrutta da sola..m sn rovinata un braccio..questa è la prima volta che lo racconto a qualcuno e credo se ce la farò di chiedere aiuto a qualcuno…