I post dei nostri lettori – Quarto Post
Da Mallory,
"Ciao sibric,
leggendo queste storie mi sono decisa a scrivere la mia, anche se brevemente considerando la complessità della mia vita. Ho 23 anni, e da circa 6 mi taglio sulle braccia. Prima accadeva sporadicamente, ma con tempo è andato tutto peggiorando. Ho sofferto di anoressia da cui sono faticosamente guarita seguendo terapie in ospedale, per poi darmi alla droga con la speranza di dimenticare le violenze fisiche e morali subite negli anni delle superiori. All'età di 16 anni, dopo essere sempre stata coccolata da mia madre e riempita delle sue attenzioni, ho scoperto che nel frattempo lei portava avanti una storia con un altro uomo, un amico di mio padre. Sono stata abbandonata completamente. Ha imcominciato a comportarsi come una ragazzina mettendo da parte ogni mia sofferenza per pensare alle sue uscite in cui tornava puzzando di vino e felice per i rapporti appena avuti col suo amante. Mio padre è entrato in depressione, per coprirla ho sempre negato l'esistenza di un esterno nella nostra famiglia. Ho passato molti periodi a bere a dismisura finchè, visto il mio comportamento, i miei hanno deciso di portarmi da uno psichiatra. Sono entrata in una spirale perversa, fatta di tagli sempre più peggiori e frequenti. Mi hanno messo 50 punti sulle braccia, e sono stata ricoverata d'urgenza per aver ingurgitato una dose smisurata di psicofarmaci.
Da tre anni sono ormai in cura, e pare che le cose, anche se lentamente, stiano migliorando. Ma vivo in maniera troppo scostante e contraddittoria, l'unica diagnosi che mi hanno diagnosticato è disturbo DOC e disturbo istrionico di personalità .
Spero che il mio racconto possa aiutare a capire che non si è soli. Molta gente soffre, solo lo maschera bene.
Grazie a tutti…"
I post dei nostri lettori – Terzo Post
Da un'altra Veronica,
"ciao sibric…sono una ragazza di 17 anni…quasi 18 in realtà. E' da circa 6 mesi che ho cominciato a tagliarmi sulle braccia…sono contenta di aver trovato delle utili informazioni su questo sito e su degli altri (anke se penso sia ancora poco conosciuto questo fenomeno).non ho mai avuto un rapporto con i miei genitori,praticamente vivo sotto lo stesso tetto ma da sempre non ho instaurato un feeling particolare con loro.cmq penso siano problemi che qualsiasi adolescente ha perciò non mi sono mai preoccupata troppo.in seguito poi a vari avvenimenti come la morte di vari amici miei e di parenti,i continui e sempre più frequenti litigi in particolare con mio papà ,la tendenza ad addossarmi la sofferenza degli altri,sono stata portata a incidermi la pelle.veramente non avevo mai pensato all autolesionismo come sfogo ma dopo essere venuta a sapere che una mia amica lo faceva e dopo essere stata perfino contraria a questo fenomeno ho comiciato anche io a tagliarmi.adesso lo faccio anche senza motivo e quando lo faccio non sono totalmente cosciente,si insomma mi rendo conto dopo un pò di quello che sto facendo o che ho fatto.ultimamente le cause più frequenti che mi portano a tagliarmi sono un opprimente senso di inutilità ,la solitudine,il senso di vuoto dentro e intorno a me e a volte anche la mancata attenzione degli altri nei miei confronti,quando mi sento ignorata.generalmente mi taglio sulle braccia e in questo periodo mi sto un pò preoccupando per l arrivo dell estate…il fatto di dover andare in giro con le maniche corte implica il fatto che non potrà più tagliarmi o almeno non più sulle braccia…questa cosa mi preoccupa innanzitutto perchè le persone che sanno che mi taglio sono 4/ovviamente i miei non sanno nulla) e poi perchè soffro di vere e proprie crisi di astinenza…quando so che non posso tagliarmi x un certo periodo magari anche solo perchè devo fare ginnastica mi viene l angoscia…dopo essermi tagliata invece provo quel senso di sollievo da tutti i pensieri negativi…sento la necessità di farmi del male fisico in modo che questo sovrasti quello interiore..oddio ho voglia di tagliarmi…."
I post dei nostri lettori – Secondo Post
Da Veronica,
"Salve, sono molto contenta che sia finalmente nato qlc riguardo questo grande problema che purtroppo fa parte della vita di molti,anche perchè non c'è stao fin'ora 1 sito che abbia trattato l'autolesionismo al di là dei disturbi alimentari,cosa altrettanto grave ma diversa. Non ho mai avuto disturbi alimentari tranne periodi in cui mangio un sacco e poi per senso di colpa smetto per qualche giorno, ma mi taglio; già da bambina mi graffiavo e mi mangiavo le unghie fino a farle sanguinare, poi verso i 12 anni ho saputo bruscamente da mia madre dell'omosessualità di mio padre perchè scoprì un biglietto di un night per gay suo..da allora è stata tutta una discesa..mamma iniziò a bere, le mie 2 sorelle minori le mandavo via quando la situzione si faceva troppo pesante. A 15 fui violentata ma non lo dissi a nessuno e poco dopo fui operata per un'allungamento al femore che mi procurò dolori inimmaginabili..mamma veniva a trovarmi in ospedale ubriaca fradicia..le altre 2 erano a casa sole con lei,e la più grande piangeva e mi pregava di tornare a casa..mentre io ero immobilizzata a letto.Appena uscita di là fu il periodo peggiore perchè mamma tentò il suicidio 3 volte, 2 tagliandosi le vene, 1 ingerendo alcool e sonniferi ma glielo impedii. Dai 15 ai 23 non mi tagliai più,la mia gamba somatizzava in un modo assurdo, per cui dopo dolori atroci per cui sono finita più volte al pronto soccorso sotto morfina, mi operarono altre 2 volte senza causa organica disse poi l'ortopedico. Le cose tra i miei genitori ora vanno abb bene mamma sa dei miei tagli e mi comprende, mio padre no, e non voglio che lo venga a sapere, ma da un po' di mesi ho ricominciato a tagliarmi,non reggo più ne farmaci (ne ho presi a valanghe) ne i dolori nervosi che li ho quasi sempre,e facendo questo la mia gamba sta un po' meglio. Mi sento vuota, priva d'identità ,sono incapace di reggere troppe emozioni negative tutte insieme e gestisco patologicamente quelle positive;mi sento rifiutata come figlia e come donna,infatti nel periodo che ho smesso di tagliarmi mi sono data agli eccessi sessuali,2,3 partner al giorno,per poi tornare a casa piena di schifo e stare in acqua a pulirmi per pulirmi e ad eccessi di alcool e droga(solo canne e fumo tutt'ora).Ultimamente ho scoperto la mia bisessualità e ho un compagno da 4 anni che è la mia vita ma che è molto distacato emotivamente. Non so se riuscirò mai a smettere,forse ci sono troppo dentro,non lo so,forse riuscirà a tornare a fare una vita un po' più normale..ma..il sangue uscirà ancora per molto tempo. E' la mia anima che sanguina. Grazie dell'ascolto,con affetto Veronica"
I post dei nostri lettori – Primo Post
Il primo post è quello di Dalia:
"Ho scoperto con piacere questo portale, un nuovo luogo d'informazione sull'autolesionismo. Non sono un medico, anche se ormai di medici ho una certa esperienza, e quindi continuerò a chiamare la mia malattia con questa italianissima e generica parola: autolesionismo. Ho 28 anni e sono autolesionista da circa 11 anni. Generalmente mi taglio con una lametta (il braccio destro, ma anche l'inguine, la pianta dei piedi e talvolta l'interno della bocca), più raramente mi brucio e mi picchio. Quando prendo quest'ultima strada posso continuare per ore con una modalità ritmica che mi è impossibile arrestare. In passato mi sono provocata, in vari modi, diverse fratture, nessuna di queste eccessivamente gravi. In ogni caso per due anni, quasi ininterrotti, ho dovuto camminare con le stampelle. A un certo punto della mia vita pensavo di avercela fatta: il mio lavoro, un compagno, la serenità di una bella vita… tutto questo sembrava avere avuto riflessi anche sul mio equilibrio interiore. E' bastato che il mio privato incontrasse degli ostacoli, che la mia vita s'incagliasse (niente di drammatico, le solite fratture, salti, rivoluzioni che prima o poi nella vita capitano a tutti) per ricominciare a stare male. Adesso, dopo due anni, sono al punto di partenza con la differenza che ora ho – più di prima – necessità di nascondere la mia sofferenza. Sono in cura da una psichiatra, ma ancora non ho una diagnosi certa. Lei mi ha detto qualcosa del tipo: "quando queste cose prendono le vie biologiche generalmente tendono a peggiorare". Da allora vivo momenti di profondo sconforto e anche se so che non devo, ci sono giornate in cui mi sembra di avere perduto la forza necessaria a ribellarmi. D'altra parte, come molti autolesionisti, prima di avere una crisi mi cullo per giorni con il pensiero di farmi male, con la voglia di provare dolore e anche – ultimamente – d'imbrattarmi di sangue. Senza avere mai avuto pensieri di tipo suicida, ultimamente sempre più spesso penso di guardarmi allo specchio, di tenere la lametta tra le labbra e di stringere fino a vedere il sangue imbrattarmi la bocca e poi il viso. Immagini di questo genere, o anche più cruente, sono ormai una costante delle mie giornate, insieme al terrore di impazzire. Non so se questa testimonianza sia di qualche utilità . Nell'eventualità avessi frainteso la natura del blog o scritto qualcosa che possa influenzare eventuali lettori adolescenti, vi prego di cancellare il mio post.Ringraziandovi per l'attenzione e incoraggiandovi per il vostro lavoro di ricerca e documentazione, un affettuoso saluto Dalia"
Scuse ai lettori
Cari lettori la redazione del blgo di Sibric.it si scusa con voi per il periodo di inattività del vecchio blog causato da un malfunzionamento del server su cui veniva ospitato. Purtroppo non siamo riusciti a rimetterlo online e in questi giorni ci stiamo preoccupando di recuperare i vostri post.
Vi ringraziamo per la vostra attenzione
La redazione